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Dott. Fisichella Claudio
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FIMMG
CONSUMO  A BASSO RISCHIO DI ALCOL
    
L’alcol è una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena e capace di indurre dipendenza. Inoltre, nonostante l’apporto calorico non trascurabile, circa 7 kcal per grammo, non è un nutriente nel senso che non apporta sostanze utili all’organismo e alle sue funzioni.
Sulla base delle attuali conoscenze, non è possibile identificare una quantità di alcol “sicuro” o raccomandato, in altre parole non è possibile stabilire un limite al di sotto del quale i rischi connessi all’assunzione di alcol si annullano. Per tale ragione appare più adeguato parlare di “consumo a basso rischio” sottolineando, con questo termine, che il rischio esiste a qualsiasi livello di consumo anche se aumenta progressivamente all’aumentare della quantità di bevande alcoliche consumate. Secondo le Linee Guida nazionali per una sana alimentazione dell’INRAN, che fanno proprie le indicazioni dell’OMS, dell’Istituto Superiore di Sanità e della Società Italiana di Alcologia, è da considerare a basso rischio il consumo di 2 unità alcoliche (UA) nell’uomo adulto e di 1 UA nella donna e nell’anziano al di sopra dei 65 anni. Questa differenza tra i due sessi dipende dal fatto che l’organismo femminile presenta una massa corporea inferiore rispetto all’uomo, minor quantità di acqua corporea ed una minore efficienza dei meccanismi di metabolizzazione dell’alcol (carenza dell’enzima epatico alcol deidrogenasi). A pari quantità di bevande alcoliche, quindi, corrisponde un livello di alcolemia maggiore. Nei minori e nelle donne in gravidanza non è consentito il consumo di alcol.
Una UA corrisponde a 12 grammi di alcool etilico ed è la quantità di alcol contenuta in:
  • 1 bicchiere piccolo (125 ml) di vino di media gradazione;
  • 1 lattina (330 ml) di birra di media gradazione;
  • 1 bicchiere piccolo (80 ml) di aperitivo alcolico;
  • 1 bicchierino (40 ml) di superalcolico.
Per calcolare più esattamente le UA dobbiamo considerare il contenuto di alcol espresso in gradi riportato sull’etichetta di qualsiasi bevanda alcolica, moltiplicarlo per il volume di liquido assunto e dividere per 1000.
Ad esempio
1 bicchiere di vino da 125 ml a 12° contiene:
12 (% vol) x 125 (ml) : 1000 = 2,4 UA
1 lattina di birra a 5° da 33 cl contiene:
5 (% vol) x 330 (ml) : 1000 = 1,6 UA
Dal punto di vista fisiologico l’organismo è in grado di metabolizzare un’unità alcolica (12 grammi di alcol puro pari a un bicchiere di vino rosso o a un boccale di birra) in circa 1-2 ore. Tutto quello che supera questa capacità epatica non è metabolizzato e circola per l’organismo facendo danni.
Oltre alle quantità assunte, è importante considerare la modalità di assunzione delle bevande alcoliche, che contribuisce ad innalzare i rischi per la salute e i rischi sociali, come:
  • il bere lontano dai pasti o il bere quantità di alcol eccessive in una singola occasione
  • il consumo in occasioni o contesti che possono esporre a particolari rischi, quali la guida o il lavoro
  • l’assunzione di farmaci che competono con il metabolismo epatico dell’alcol.
    
con  il contributo non condizionate di: FEDERVINI
    
 Email: metis@fimmg.org
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